L’arma del Petrolio

12 giugno 2006 – La Repubblica delle Donne

“Viviamo alla giornata, macinando informazioni e notizie ora per ora,” confessa il gestore di uno dei piu’ grossi fondi d’investimento energetici canadese, “in questo clima politico e’ impossibile fare qualsiasi tipo di previsione. Chi ci assicura che da oggi, con la presa dei poteri del governo provvisorio in Iraq, ci sara’ stabilita’? Ed anche se cio’ avvenisse, rimane sempre l’incognita saudita, il pericolo di ripetuti attentati contro le infrastrutture petrolifere del piu’ grosso produttore del mondo.” Per gli operatori di mercato, chi di mestiere compra e vende l’oro nero, il barometro mondiale del prezzo del petrolio dipende dalla stabilita’ dell’Arabia Saudita non dal processo di democratizzazione dell’Irak.

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Prigioniere della Paura

12 giugno 2005 – La Repubblica delle Donne

“Nella primavera del 1992, mentre passavo davanti alla casa di Taghreed, una mia compagna universitaria, notai un crocchio di persone che sostava intorno ad una pozza di sangue. Incuriosita mi sono avvicinata. ‘Ahmad ha riscattato il suo onore’ commentavano in molti. Li’ per li’ non ho capito cosa fosse successo, e’ stato solo all’universita’ che ho intuito la tragedia. Il posto dove sempre sedeva Taghreed era vuoto. Ahmad, suo fratello l’aveva sgozzata, come fosse un animale, perche’ sospettava che avesse una relazione sentimentale con un compagno di universita’.” Ancora oggi Ahood, una giovane attivista di Bagdad, trema di rabbia e di paura al pensiero che tutto cio’ che rimane dell’amica sia una macchia sbiadita di sangue sull’asflalto.

Il destino di Taghreed e di centinaia di migliaia di donne irachene venne segnato nel 1990, all’indomani della Guerra del Golfo, quando Saddam Hussein lancio’ un’aggressiva politica di islamizzazione. Fino ad allora le donne irachene erano tra le piu’emancipate del mondo arabo e godevano degli stessi diritti degli uomini, sanciti dall’articolo 19 della costituzione. Negli anni ’70, durante il boom economico, Saddam le aveva persino incoraggiate ad entrare nel mondo del lavoro, garantendo a tutte le laureate un posto di lavoro. “Mentre altri paesi arabi importavano manodopera straniera per far fronte all’aumento dell’offerta di lavoro, l’Irak utilizzo’ le donne,” spiega Mandana Hendessi, una sociologa Iraniana consulente del governo britannico per la condizione delle donne in Irak. “L’equirazione dei diritti delle donne era fu una necessita’ economica, non una conquista sociale.”

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