La carneficina in Sinai non c’entra con l’arretramento dell’Isis

26 novembre 2017 – Il Fatto Quotidiano

Ciò che colpisce leggendo i commenti relativi all’ennesimo attacco terrorista a Bir al-Abed nel Sinai settentrionale è l’assenza della storia. Come se la strage di Bologna o il rapimento Moro ci fossero stati raccontati come avvenimenti tragici a se stanti, completamente sconnessi con gli eventi che li hanno preceduti. Così facendo, gli ‘esperti’ interpellati dalla stampa internazionale sull’attacco contro la moschea sufista Al-Rawda, sciorinano le più variegate ed assurde interpretazioni del tipo: adesso che in Siria ed Iraq il Califfato non c’è più i vari gruppi a questo affiliati si contendono la leadership mondiale a colpi di centinaia di morti ammazzati negli attentati; ed ancora: i servizi di sicurezza egiziani non vogliono cooperare con gli americani per applicare una strategia sul campo simile a quella sperimentata in Iraq ecco perché la situazione nel Sinai gli sta sfuggendo di mano.

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