Pubblicazioni

copertinaMercanti di Uomini – Rizzoli – 2016

È un business sofisticato quello che ogni giorno fa approdare migliaia di rifugiati sulle nostre coste. Chi lo controlla? Una nuova categoria di criminali, nata dalle disastrose risposte occidentali alla tragedia dell’11 settembre e dal collasso economico e politico di molti Stati-chiave in Africa e Medioriente. Tutto è cominciato
con il traffico di cocaina, trasportata dalla Colombia in Europa lungo le rotte transahariane. Le stesse rotte sono servite per far perdere le tracce di decine di ostaggi occidentali, rapiti per finanziare gruppi terroristici e bande criminali, dopo la destabilizzazione della Siria e dell’Iraq e l’ascesa dell’Isis.
Oggi su quelle piste viaggia un’altra merce: esseri umani, a milioni, in fuga da guerre e povertà verso un Occidente che credono più accogliente e più ricco di quanto non sia. Un commercio che costa migliaia di vite, e che vale miliardi.
In una ricostruzione che si avvale di interviste esclusive a negoziatori, membri dei servizi segreti, esperti del contrasto al terrorismo e alla pirateria, ex ostaggi e molti altri, Loretta Napoleoni ci porta nel mondo complesso dei mercanti di uomini, spiegando come le vite umane vengono “valutate” in termini economici e
come alcune scellerate politiche occidentali alimentino tanto il mercato dei riscatti quanto il traffico dei clandestini. Proprio
il circolo vizioso tra economia ufficiale ed “economia canaglia”,
che rischia di portare l’Europa alla rovina ma che arricchisce
molti, sta producendo uno tsunami di migranti e un’escalation di incertezza che lascia spazio ai populismi, a fenomeni come la Brexit o l’ascesa di Trump negli Usa. L’Occidente riuscirà a sopravvivere al rovinoso fallimento della globalizzazione? SCHEDA DEL LIBRO

Isis (1)Isis Lo Stato del Terrore – Feltrinelli – 2014

Le decapitazioni dei prigionieri. La pulizia etnicoreligiosa  nelle zone occupate dell’Iraq. La proclamazione  di un califfato. Queste sono le cose che i media hanno  cominciato a raccontarci nell’autunno del 2014 sull’Isis, i  pochi frammenti di un mosaico nuovo e terribile, a cui il  mondo non era pronto. Queste milizie hanno conquistato un territorio più vasto  del Texas nel cuore del Medio Oriente, hanno dissolto i  confini dettati dal colonialismo occidentale un secolo fa, hanno costretto gli Usa a tornare a bombardare l’Iraq. Ma  chi sono, da dove vengono, come hanno fatto a diventare  così potenti, e fin dove possono arrivare?  In questo libro Loretta Napoleoni, uno dei massimi esperti di terrorismo internazionale, offre al grande  pubblico il primo e più completo ritratto dell’Isis – il cui  stesso nome è mutato molte volte, a seconda delle diverse  condizioni sul campo e nel sistema mediatico. Perché,  scrive Napoleoni, “quel che distingue questa organizzazione da ogni altro gruppo armato che l’ha preceduta e ciò che ne spiega l’enorme successo sono la  sua modernità e il suo pragmatismo”. Dimenticate i talebani, che tenevano l’Afghanistan nel  Medio Evo. Dimenticate Al Qaeda, che aleggiava senza  una vera e propria potenza militare, capace solo di colpi isolati, di scarso valore geopolitico. Questa nuova  minaccia punta a un obiettivo ambizioso e terribile: far  nascere dalle ceneri dei conflitti mediorientali non un  nuovo gruppo terroristico, ma un vero e proprio stato –  con un suo territorio, una sua economia, una sua enorme  forza di attrazione per i musulmani fondamentalisti di tutto il mondo. SCHEDA DEL LIBRO

Democrazia vendesi

Loretta Napoleoni – Rizzoli – 2013

(USCITA 4 GENNAIO 2013 – Ebook disponibile dal 9 GENNAIO 2013)

Un forte legame tra crisi economiche e l’avvento di dittature percorre la storia d’Europa. Quando le cose vanno male, sembra, non possiamo permetterci la democrazia: occorrono soluzioni rapide, prese da pochi per il bene di tutti. Ma sono le soluzioni giuste? E il bene è davvero quello di tutti? In questo nuovo pamphlet, Loretta Napoleoni indaga il legame tra l’aggravarsi della crisi e l’indebolirsi della sovranità nazionale e parlamentare. Discute le responsabilità dell’euro, dei burocrati di Bruxelles e di un’unificazione fatta troppo in fretta. Punta il dito contro una generazione di politici, quella dei baby boomers, che per decenni ha servito i propri interessi, privando di fatto della rappresentanza ampi strati della popolazione, primi fra tutti i giovani. E indica un modo per salvare quel che resta della nostra democrazia.

 

Il Contagio

Loretta Napoleoni – Rizzoli – 2011

Impoverimento della classe media, disoccupazione dilagante, strapotere di una classe di privilegiati, cor-ruzione: sono gli ingredienti che hanno scatenato la rivolta nei Paesi del Nord Africa e del Medioriente, ma sono anche i nostri stessi problemi. E oggi che questo cocktail politico è diventato ovunque esplosivo, la democrazia che avevamo creduto di esportare torna come un boomerang a colpire al cuore il nostro sistema malato. La democrazia vera: quella che può far cadere i nostri governi. Oggi infatti sono i Paesi del Sud del mondo a insegnarci il desiderio di libertà e la forza di reagire all’ingiustizia. E questo contagio non si può fermare, perché viaggia sulle ali dei social network. Allora viva la rivoluzione? Certo, sarà uno choc salutare che renderà più forti i nostri sistemi politici. Quelli che sopravviveranno.

Maonomics

Loretta Napoleoni – Rizzoli – 2010

La coppia democrazia-capitalismo è in crisi, vittima di una depressione che non è solo finanziaria. Trionfa invece il capi-comunismo visto che mentre la nostra economia va in pezzi, la Cina cresce a ritmi vertiginosi. Più 9 per cento del Pil nel 2009 e un piano di investimenti grandioso: strade, scuole, ospedali, ferrovie, colossali impianti per la produzione di energie rinnovabili. Si può ancora dire che il comunismo è stato sconfitto dalla storia? O è tempo di cominciare a guardare alla società con occhi un po’ più a mandorla? Per esempio, le misure anticrisi attuate dai nostri governi sono servite ad arricchire gli stessi speculatori responsabili del collasso, mentre l’intervento statale cinese ha permesso di limitare i danni e ricominciare a crescere. La nostra vita politica è scossa da continui scandali e violazioni del diritto, mentre in Cina stanno nascendo nuove forme di partecipazione, pur all’interno del partito unico. E tra i grattacieli di Shanghai e Pechino si avverte uno slancio verso la modernità che il vecchio Occidente non riesce più nemmeno a immaginare. Da Margaret Thatcher a Berlusconi, da Wall Street al Cile di Pinochet, passando sempre per Pechino, questo libro racconta una deriva che abbagliandoci con la promessa del benessere ci sta privando della libertà. E grazie a esempi e testimonianze di imprenditori, studiosi, giornalisti, attivisti dei diritti umani spiega invece come la Cina sta lavorando per migliorarsi. Un modello da imitare? Almeno una lezione da apprendere: il nostro capitalismo si salverà solo se sapremo cambiare radicalmente i capitalisti. E il nostro sistema di vita è destinato al tracollo, se non impareremo a guardare con occhi più aperti quella che continuiamo a chiamare “democrazia”.

La Morsa

Loretta Napoleoni – Chiarelettere – 2009

La morsa ricostruisce lo scenario in cui siamo precipitati dopo l’11 settembre. Mentre la politica di Bush – attraverso la propaganda del terrore – ci ha fatto credere che Al Qaeda era in grado di distruggere il mondo e ha spostato capitali colossali per combattere la guerra al terrorismo, la crisi dell’occidente era tutta interna. Washington ha finanziato la war on terror con la deflazione: in due anni ha fatto scendere i tassi d’interesse dal 6 all’1,5%. A finanziare l’intervento armato in Afghanistan e in Iraq non è stato il Congresso ma la vendita dei buoni del tesoro sul mercato internazionale, che il taglio dei tassi ha reso più appetibili. Il fenomeno dei mutui subprime, la bolla speculativa del mercato immobiliare e il dilagare dei prodotti strutturati come i derivati sono le conseguenze economiche diretti della risposta americana all’attentato delle Torri gemelle. In questa recessione che, invece di essere un fenomeno passeggero ciclico rischia di travolgere l’intero sistema capitalista, distratti da Al Qaeda e derubati da Wall street, siamo attanagliati in una morsa. Il problema è: come uscirne?

I numeri del terrore

Loretta Napoleoni – il Saggiatore- 2008

Il terrorismo islamico è davvero la principale minaccia che incombe sull’Occidente? È quello che l’amministrazione Bush ha voluto fard credere per sette anni. Ma le statistiche oggi parlano chiaro: la politica del terrore è solo un’illusione – II luogo in cui la minaccia fondamentalista è veramente aumentata a dismisura è l’Oriente musulmano. Basandosi su statistiche ufficiali, “I numeri del terrore” racconta come, dall’11 settembre in poi, la politica abbia manipolato l’opinione pubblica presentando uno scenario da incubo che in realtà non esiste. La vera minaccia che incombe sull’Occidente è la disintegrazione del sistema capitalista a causa delle politiche neoliberiste perseguite per combattere una guerra contro ipotetici terroristi, politiche dirette a ristabilire il primato dell’America neo-conservatrice su zone-chiave come il Medio Oriente.

Economia Canaglia

Loretta Napoleoni – il Saggiatore- 2008

I consumatori vivono oggi in un mondo virtuale idilliaco costruito dai media. Intrappolati in una fitta ragnatela di chimere economiche e politiche, i cittadini ne sono spesso (e inconsapevolmente) parte integrante. Ma la realtà economica globale è un pianeta che muta con sconcertante intensità e rapidità. A gestirlo è l’economia canaglia, una forza indomabile in mano a nuove generazioni di spregiudicati uomini d’affari, imprenditori e finanzieri. I cittadini alimentano un subdolo meccanismo che li danneggia. Ma tutto ciò è già successo. Attraverso esempi concreti, Loretta Napoleoni descrive l’avvento e la diffusione dell’economia canaglia, invitandoci ad aprire gli occhi e a conoscere veramente il mondo in cui viviamo: dalla caduta del Muro di Berlino, attraverso gli anni novanta, la rivoluzione cibernetica, il diffondersi della pirateria fino alla tragedia delle Torri Gemelle e alla costruzione dell’impero economico cinese e di quello finanziario islamico.

Al Zarqawi

Loretta Napoleoni – il Saggiatore- 2006

 

«Oggi in Iraq agisce una micidiale rete terroristica comandata da Abu Mussab Al Zarqawi, luogotenente di bin Laden.» Nel febbraio 2003, con queste parole il segretario di Stato americano Powell apre un nuovo capitolo della lotta al terrorismo globale: l’amministrazione Bush prepara la crociata contro lo stato canaglia di Saddam. Oggi sappiamo che quell’informazione era falsa. Come sappiamo che in quel momento è nato il mito mediatico più potente e duraturo del dopo 11 settembre: il mito di Al Zarqawi. I primi a stupirsi che il suo nome venga citato insieme a quello di bin Laden sono proprio gli integralisti islamici: sono centinaia gli uomini come Al Zarqawi, impegnati nella jihad e con una certa attitudine al comando. Inoltre, lui non ha “curriculum”, gli mancano le relazioni, date le origini proletarie e la mancanza di cultura. Per non parlare dei supporti finanziari. Chi è dunque Al Zarqawi? Cresciuto in Giordania, a Zarqa, in un quartiere dove si mescolano criminalità, valori tradizionali e cultura consumista, finisce giovanissimo in carcere per reati comuni. Ed è lì che riceve il primo indottrinamento alla jihad, che individua la strada per il riscatto sociale: diventare un combattente islamico.

In Afghanistan prima, in Pakistan poi, cerca di unirsi ai mujaheddin, ma solo tornato in Giordania fonda un gruppo jihadista clandestino. Nuovamente arrestato, ora non è più un criminale qualunque. Cinque anni di torture fisiche e psicologiche compiono su di lui la trasformazione finale: si tempra nel corpo e nello spirito, impara a memoria il Corano, diventa punto di riferimento per gli altri detenuti, si prepara a essere un capo. Uscito di prigione vaga per le zone calde e organizza un campo di addestramento vicino al confine iraniano. Il primo incontro con bin Laden avviene nel 2000, a Kandahar, ma i tempi non sono maturi per un’alleanza: il principe saudita ha una visione globale e antimperialista della jihad; Al Zarqawi pensa ancora a una guerra locale contro i regimi arabi corrotti. Nel 2003, con l’Iraq che attende ormai l’invasione statunitense, l’uomo di Zarqa, che si è preparato tanti anni a dar battaglia, ha trovato il paese che fa per lui. Ora solo bin Laden può legittimare la sua autorità davanti alla popolazione sunnita del paese. Il momento dell’accordo è giunto. Loretta Napoleoni ricostruisce la vicenda del ricercato n. 2 nel mondo, distilla la realtà dall’immagine ingigantita dai media, svela la complessità dei conflitti interni al mondo islamico, smontando il teorema di un unico disegno terroristico. E ancora una volta smaschera il tentativo americano di ridisegnare il mondo attraverso la guerra.«La storia di Al Zarqawi e di molti suoi seguaci dovrebbe farci capire che, più della guerra e della repressione, i governi devono attuare politiche preventive. È necessaria innanzitutto una politica della verità, di una verità provata dai fatti, in grado di farci comprendere meglio la natura e le motivazioni del movimento jihadista e della sua ideologia.»

Terrorismo S.p.A.

Loretta Napoleoni – il Saggiatore- 2005

Millecinquecento miliardi di dollari o, se si preferisce, il cinque percento del valore della produzione mondiale. È l’ammontare dei capitali su cui possono contare le organizzazioni eversive di tutto il mondo. Un flusso di denaro enorme e in continua crescita, che viaggia lungo le arterie finanziarie del mercato globale, da Wall Street alla City di Londra, da Hong Kong ai mercati dell’Asia centrale. Nel corso degli anni questa economia nell’economia ha alimentato le attività di gruppi diversissimi – Contras, Ira, Brigate rosse, Eta, al-Fatah – ma dopo la caduta del Muro di Berlino è passata per lo più sotto il controllo di una potente oligarchia mediorientale: quella che dopo avere combattuto a fianco dell’Occidente nella lotta contro l’impero sovietico ha giurato guerra ai suoi finanziatori del passato. Ma nel tempo della globalizzazione dei mercati è ancora possibile distinguere gli interessi di Osama bin Laden e degli altri principi del terrore da quelli della finanza occidentale? L’economista Loretta Napoleoni ha provato a tracciare i confini sfuggenti di questo continente sommerso che si nutre di droga, petrolio, armi, pietre preziose, riciclaggio di denaro. La sua inchiesta economica diventa così un’analisi dettagliata del più preoccupante problema politico del nuovo secolo, un’interpretazione generale della storia del nostro tempo. Per la prima volta l’ordine mondiale emerso dopo l’11 settembre 2001 non appare come il risultato di un presunto scontro di civiltà o di un’immaginaria guerra di religione, ma come la diretta conseguenza di interessi economici che uniscono e allo stesso tempo dividono Oriente e Occidente.

One thought on “Pubblicazioni

  1. Per il terzo dal basso ti regalo il jingle:
    Economia, economia canaglia
    che ti prende proprio quando non vuoi
    Ti ritrovi con un cuore di paglia
    e un incendio che non spegni mai

    I diritti d’autore in caso d’uso, li devi pagare ad Albano Carrisi :-)

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